Ha frequentato l'istituto tecnico per Geometri negli anni 1945/50, era solo interessato al disegno tecnico architettonico e lo curava con tanto amore che scoprì l'estetica nella geometria. Decise quindi di frequentare l'accademia delle Belle Arti di Napoli, e fu lì che si sentì stimolato da tutto ciò che osservava e ne recepiva l'emozione; capì subito che era quella la strada da percorrere e che il disegno era la sua vita, tra lo stupore del padre, Nicola Del Donno, perfetto burocrate in qualità di funzionario di Prefettura, e la gioia della madre, Anita Ferrelli, che come tutti i Ferrelli sentiva l'amore per l'arte. Completati gli studi al Liceo Artistico di Napoli, ottenne la cattedra di Educazione Artistica presso la scuola Media Vitelli di Benevento. L'isegnamento gli consentiva molta disponibilità per dedicarsi all'arte. Negli anni 1960/70, cominciò a frequentare la Galleria di Lucio Amelio di Napoli insieme a Mimmo Paladino, l'unico amico col quale scambiava idee, emozioni, ricerche. Entrambi, infatti, erano interessati ad assimilare la nuova cultura che si respirava in quel tempo: rifiuto totale di tutto ciò che era artefazione, accademismo, retorica. Entrambi sempre presenti a tutte le conferenze, i dibattiti, le mostre di noti artisti europei ed americani, rimanendone coinvolti emotivamente. La curiosità di conoscere lo ha spinto ai viaggi anche all'estero. La biennale del 1964 a Venezia è stata per lui determinante; lì conobbe l'arroganza, l'azzardo e la gioia di vivere di Rauschemberg, il quale adoperava nei suoi dipinti il riporto fotografico, gli oggetti, e collegava il tutto con una pennellata violenta assimilata, a sua volta, da De Kooning, da Pollock e da altri pittori gestuali di quel tempo. Del Donno ha sempre avuto un linguaggio, una forma di espressione coerente con la sua gestualità, e un amore per la fotografia. Rauschemberg, Tapies, Vedova, Schifani, Warhol, sono stati i suoi maestri; hanno tirato fuori le sue radici, lo hanno aiutato a trovare sé stesso. Il costruire, sentirsi un artigiano, manipolare il ferro, il legno, è qualcosa che si porta dietro dall'infanzia. Dalle carrozzelle ai monopattini, oggi, a realizzare oggetti inerenti all'arte. Ecco come nascono i "Vangeli", tavole di legno recuperate, incollate e incerniate con cerniere in ferro e con caratteri di fuoco riportavano versetti del Vangelo per denunziare uno stato di fatto. Costituiva per Del Donno un atto liberatorio, come lo è stato l'aver realizzato una tagliola a grandezza d' uomo, volendo indicare uno stato di scacco contro il potere, "una sua autobiografia". In realtà in tutta la sua produzione esiste una problematica sociale, una al di là di ogni ideologie politiche - religiose, esiste soprattutto il compiacimento del gioco che contiene il fascino delle forme e delle linee in armonia fra loro, dove prevale la semplicità e la spontaneità. MOSTRE PERSONALI 1962 Pinacoteca Provinciale, Benevento; 1965 "Nuove ricerche" - Museo del Sannio, Benevento; 1966 Pinacoteca Conventuale, Benevento 1968; Galleria Carolina, Portici; 1969 Studio Oggetto, Caserta; 1972 Ari Visive, Roma; 1975 Senso Unico, Benevento; 1977 Studio Oggetto, Caserta; 1979 Il Brandale, Savona, Galleria L’incontro, Genova; 1981 Sala Conventuale, Benevento, Studio Inquadrature 33, Firenze; 1982 Il Brandale, Savona; 1983 Fumagalli Galleria d'Arte Moderna, Bergamo, Museo del Sannio, Benevento; 1984 Sala Conventuale S. Croce del Sannio, Benevento; 1985 Studio Cavalieri, Bologna, Fumagalli Galleria d'Arte Moderna, Bergamo, Saletta dell'Uva - Belvedere di S. Leucio, Caserta; 1986 Fumagalli Galleria d'Arte Moderna, Bergamo, Centro Culturale Belvedere di S. Leucio, Caserta Volksuniversiteat, Rotterdam Staats Und Universitatsbibliotek, Amburgo; 1987 "Antologica 50 - 87" - Museo del Sannio, Benevento, Palazzo Vescovi, Casertavecchia; 1988 Centro Culturale Italiano, Zagabria (lugoslavia); 1990 Galerie Larsson, Stoccolma (Svezia), Galerie Tardy, Enschede (Olanda), Cattedrale San Domenico, Urbino Palazzo dei Consoli, Gubbio; 1991 Fumagalli Galleria d Arte Contemporanea, Bergamo, Arte Fiera Bologna; 1992 Galerie Larsson, Stoccolma (Svezia), Galerie Tardy, Enshede (Olanda), Arte Fiera, Bologna; 1993 Arte Fiera, Bologna, Galleria Soave, Alessandria; 1994 Civica Galleria d Arte Moderna, Gallarate Hotel Gia, Perugia; 1995 Galerie Hervé, Quebec (Canada); Galerie Espanhe, Rio de Janeiro (Brasile); 1996 Palazzo dei Consoli, Gubbio, Fumagalli Galleria d’Arte Contemporanea, Bergamo; 1997 Ammiraglio Acton, Milano; 1998 Staats und Universitatbibliothek, Amburgo (Germania); Centro Culturale Italiano, Zagabria (Croazia); Studio Oggetto/Mediarte, Caserta; 1999 Effedue Galleria d'Arte Moderna, Bergamo; 2000 Museo Campano, Capua. | ALBANIA | Tirana | Museo Etnografico Tiranese | AUSTRALIA | South Jarre | Australian Center of Contemp. 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