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Giovanni Frangi, Dora Dora, 2004, olio su tela, cm 190x160

PAESAGGI CONTEMPORANEI
dalla visione bucolica allo scenario post-urbano      
 
Alessandro Bazan | Giovanni Frangi | Luca Giovagnoli  
Jonathan Guaitamacchi  | Alessandro Papetti | Dany Vescovi | William Marc Zanghi
 
26 febbraio | 26 marzo 2010
 
Inaugurazione: giovedì 25 febbraio
  
Cosa hanno in comune questi artisti che ancora si permettono, nel ventunesimo secolo, di usare un mezzo espressivo tradizionale come la pittura? Ed ancora, dipingendo temi classici quali paesaggi e vedute?
Le risposte sono molteplici, innanzitutto il “fare artistico” che condividono non è più da intendersi come “genere pittorico” o semplice “pretesto” bensì come modo per riappropriarsi delle immagini, mezzo autobiografico, scelta dettata da precisa convinzione estetica e concettuale, mai superficiale. Inoltre, assumendosi il rischio di venir considerati anacronistici o un po’ demodé, questi artisti vivono e lavorano comunicando esperienze con lo strumento ad essi più congeniale: la pittura che si attualizza, si rinnova e si confronta con il presente, guardando di frequente a soluzioni tecniche e formali contemporanee.
Alessandro Bazan (Palermo, 1966) con gesto veloce e immediato si destreggia in un mondo prossimo a quello della bande dessinée e del cinema, dipingendo paesaggi improbabili dal sapore surreale, spesso popolati da pittoreschi personaggi bizzarramente dinoccolati negli atteggiamenti.
Giovanni Frangi (Milano, 1959) prendendo spunto da un data base di immagini fotografiche realizzate nel corso degli anni lavora la materia senza mai rinunciare alla manualità, stratificando, aggiungendo, togliendo, per cogliere effetti di grande lirismo. Nei lavori di Luca Giovagnoli (Rimini, 1963) la materia (ovvero i pigmenti mescolati con sabbia della riviera romagnola) ed i soggetti rivelano lo stretto legame con la sua terra in una pittura leggera dai contorni evanescenti. Jonathan Guaitamacchi (Londra, 1961) fa delle sue vedute urbane riprese a volo d’uccello e rigorosamente in bianco e nero, una sorta di inquietante ossessione nella quale non c’è posto per l’uomo, come pure nelle vedute urbane disabitate di Alessandro Papetti (Milano, 1958) dove l’esasperazione della profondità e delle prospettive congiunta ai colori freddi, quasi nordici provoca una senzazione di disagio e smarrimento. Dany Vescovi (Milano, 1969) sceglie, seziona e scompone immagini fotografiche per realizzare perfette inquadrature e circoscritti scorci paesaggistici nei quali l’effetto bucolico è smorzato da un impeccabile rigore tecnico e compositivo; fondamentale far notare l’approccio tecnologico è affiancato dalla pittura ad olio che mantiene sempre un ruolo primario. William Marc Zanghi (Wichita, Kansas, 1972) con le vernici industriali dipinge paesaggi apocalittici, sospesi in una dimensione onirica dove l’effetto spiazzante del nonsense, del caos, del “cosa può accadere ora?” è alleggerito dal fascino di una pittura estremamente seducente. 
 
Orari di apertura: lunedì-venerdì 14.00-20.00 | sabato 15.30-20.00
mattino su appuntamento | ingresso libero
 
Con il contributo di: Banca Mediolanum | Ristorante Da Dorilio, Bergamo 
 
          

 

 
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