Facebook Twitter YouTube Google+
IT | EN

Archivio mostre » ANTONIO DEL DONNO - Evoluzioni

 

 

ANTONIO DEL DONNO   |     Evoluzioni

a cura di Vittoria Coen, Paola Silvia Ubiali, Alberto Molinari

 

5 - 27 febbraio 2011

 

inaugurazione :

5 febbraio ore 18.00 presso il museo MAGI '900 -Pieve di Cento (Bologna)

 

sedi mostra: 

Museo Magi '900 - Pieve di Cento (Bologna)

Galleria Marelia - Bergamo

 

in collaborazione con Archivio Del Donno

Museo MAGI'900
via Rusticana a/1 Pieve di Cento (BO)
info@magi900.com | magi900.com
 
 
+39 051 6861545 | fax +39 051 6860364 
da martedì a domenica 10.00 - 18.00  chiuso lunedì
 
 
 
patrocinio comune di Pieve di Cento   

Il percorso artistico di Antonio Del Donno (Benevento, 1927) inizia nella prima metà degli anni cinquanta con le serie di disegni a china - architetture urbane, strade, ferrovie - anticipatrici della forte seduzione per il segno grafico che diventerà il leit motiv della sua intera produzione.

Sempre desideroso di sapere e di conoscere, Del Donno frequenta quotidianamente la galleria di Lucio Amelio a Napoli e presenzia assiduamente ai maggiori eventi artistici che si succedono freneticamente in quegli anni in Italia e all’estero: dalle Biennali alle Triennali, dalle Quadriennali alle fiere e alle mostre più importanti, sempre accompagnato dall’amico Mimmo Paladino con il quale condivide ogni avvenimento.

Si forma direttamente all’interno dell’ambiente artistico e vive le esperienze di un’epoca storica - quella delle avanguardie degli anni ’60 e ’70 - contrassegnata da radicali cambiamenti e forti rotture. Parallelamente, comincia a produrre e ad esporre il frutto del suo lavoro con un’intensità che è, ancor oggi, a dir poco sorprendente.

L’assiduità della pratica e la volontà gli hanno permesso di raggiungere una sicurezza straordinaria che non sconfina mai nel manierismo e nella ripetitività fine a se stessa.

La quotidianità del fare artistico - per lui indispensabile - è da leggere essenzialmente come gesto liberatorio e comunicatore. Osservando gli ultimi lavori si percepiscono una freschezza e una forza mai venute meno nel corso degli anni,  che rendono inimmaginabile l’effettiva età anagrafica dell’autore.

Del Donno è un artista che ha sempre perseguito i suoi ideali con un convincimento che molti potrebbero invidiargli. Le mode non l’hanno soggiogato, il denaro e la fama non l’hanno divorato; dall’alto del suo “piedistallo” può permettersi di esprimere feroci critiche contro chi fa dell’arte una mera questione di business.

Assumendosi il rischio di venir confinato ai margini dell’ambiente artistico - ma così non è stato - Del Donno ha scelto la purezza di spirito e di linguaggio per comunicare il suo pensiero che va “intuìto” per mezzo della sensibilità e non “spiegato e capito”, come non si possono “spiegare e capire” il canto degli uccelli, un’alba, un tramonto …

La sua filosofia ben si percepisce osservando l’intero corpus delle opere, dai Contenitori di luce ai Vangeli, dalle Parole di fuoco alle Tagliole e ai lavori più recenti, che richiamando ironicamente il mondo della pubblicità, criticano il consumismo e la superficialità che spesso ci circonda.

Tutto il lavoro di Del Donno è coerente con il suo modo di essere e portatore di valori profondi: onestà intellettuale, autenticità, libertà.

 

 

Le sue opere sono esposte in più di 45 città e in oltre 72 luoghi diversi fra musei, mostre permanenti, spazi privati ed istituzionali.

 

 

 
Premiere Classe