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DANILO MARCHI  | ArteUrbana

 

Si inaugura venerdì 25 luglio 2014 ore 18.30 a Lovere Arte urbana, mostra personale di Danilo Marchi, visitabile fino al 7 settembre presso l’Atelier del Tadini, spazio dedicato all’arte contemporanea all’interno dell’Accademia di belle Arti Tadini Accademia, il più antico museo dell’Ottocento lombardo.
L’artista biellese realizzerà una grande installazione di sculture “plastiche” create attraverso il ritaglio e l’assemblaggio manuale di bottiglie in P.E.T. (le bottiglie usate per contenere l’acqua alimentare) eliminate dall’industria per minimi difetti di fabbrica*.
La materia di scarto, altrimenti destinata alla condizione di rifiuto, viene recuperata e riplasmata dalle mani e dalla creatività dell’artista per diventare un oggetto “altro”. Danilo Marchi infatti non svolge semplicemente un’operazione di riutilizzo del materiale, ma realizza creazioni nuove, che assumono forme naturali e trovano un loro rapporto con l’ambiente nel quale sono inserite.
Questo è un punto focale dell’installazione site specific che l’artista andrà a costruire, dove al lato artistico e all’effetto scenografico prodotto da queste grandi sculture trasparenti, “architettoniche” e “urbane” si aggiungerà una reale interazione con il visitatore che si troverà a contatto con un uomo robot, nel quale potrà riflettersi per riconoscere punti in comune.

a cura di Paola Silvia Ubiali con la collaborazione di Lorena Vezzoli

25 luglio | 7 settembre 2014

Sede mostra:

Lovere (Bergamo), Atelier del Tadini

via Giorgio Oprandi (parcheggio in via Oprandi a 20 mt dall’ingresso)

INGRESSO LIBERO

Orari: martedì - sabato: 15.00 - 19.00
domenica e festivi: 10.00 - 12.00 / 15.00 – 19.00

Tel. + 39 035 962780 Fax +39 035 4345158
www.accademiatadini.it | direzione@accademiatadini.it

Il messaggio che queste opere veicolano è anche collegato alla sensibilizzazione dell’uomo verso l’ambiente che lo circonda e che lui stesso sta distruggendo, facendo prevalere opere artificiali sulla natura. In queste creazioni l’aspetto naturale si fonde con quello artificiale trovando un perfetto equilibrio e un giusto rapporto poiché dal primo nasce il secondo. Le bottiglie in P.E.T. create dall’uomo attraverso un processo di elaborazione del petrolio presente in natura, non sono più finalizzate al semplice uso quotidiano della materia artificiale ma sono reimpiegate come una nuova risorsa che dà vita a opere d’arte che assumono le loro forme dalla natura. Le bottiglie di plastica sono nate per contenere uno degli elementi naturali più importanti per la vita dell’uomo e dell’intero ecosistema, l’acqua. In questo modo un prodotto artificiale (il P.E.T.) estratto da una materia naturale (il petrolio), diventa contenitore di sostanza naturale (l’acqua). Lo stesso rapporto tra naturale e artificiale si ritrova nelle sculture dove alle bottiglie si dà un valore aggiunto: da semplici contenitori di un elemento essenziale per la vita divengono rappresentazioni della vita stessa.

 

in collaborazione con:       

 

con il sostegno di:            

 

 

con il Patrocinio del Comune di Lovere

Un’operazione quasi magica che parte da un progetto mediatico sulla genesi e sull’evoluzione dell’uomo considerato nel suo rapporto col mondo animale e con il sistema tecnologico che, col tempo, ne induce la trasformazione e l’ulteriore l’adattamento ad un sistema computerizzato. A questo sistema, che oggi dà vita ad entità sempre più “innaturali”, si contrappone il confronto diretto col materiale, il gesto di manipolare e piegare la plastica con l’intento di creare qualcosa di concreto e tangibile.
La mostra è introdotta da un’interessante sezione didattica a cura della storica azienda loverese Lucchini RS, presente attiva sul territorio e fornitrice dell’acciaio utilizzato per gli stampi impiegati per produrre la “bottiglia di plastica”.
 
* Le bottiglie in PET utilizzate per la realizzazione delle opere vengono fornite dal Gruppo Sanpellegrino: ulteriore conferma dell’impegno di questa grande azienda nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, affinchè questo materiale venga considerato sempre di più una preziosa risorsa e non un rifiuto.

 

 
Premiere Classe