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Opere » Tortia Elena
   
 
In fondo lo sapeva, 2013
video installazione HD, 1 canali, 2 video, durata 6', 2013
still life da video performance
 
2 foto cm 70 x 100
1 foto cm 100 x 100
carta opaca nera fotografica

Testo di riferimento:
Alberto Moravia, Storie della preistoria,
ed.tascabili Bompiani, 2005, p.134-135
 
 

Nella video installazione In fondo lo sapeva Elena Tortia mette in scena un reading interpretato da due persone che utilizzano un linguaggio diverso da quello che impiegano correntemente per comunicare. Il brano scelto dall'artista è tratto da Storie della Preistoria di Alberto Moravia, una raccolta di 21 racconti brevi che narrano le vicende di animali umanizzati che vivono in una ipotetica preistoria. Il testo è suddiviso in varie parti, alcune delle quali sono lette dall'artista stessa nella lingua dei segni italiana (LIS), altre a voce da una persona non udente, amica di lunga data dell'artista e sua insegnante di LIS. 
È sbagliato credere che i non udenti siano anche muti, come è sbagliato concepire la diversità di espressione in scala qualitativa.
Ognuna delle due interpreti si misura per la prima volta con la modalità espressiva dell'altra. Il reading è strutturato in modo che ognuna delle due figure resti in silenzio e ascolti l'altra nel momento della "lettura". 
Nel dialogo le due interpreti si sono scambiate la loro abituale lingua di comunicazione, affrontando l'apprendimento di un mezzo nuovo. 
Essendo l'unico veicolo di trasmissione di alcune parti del testo, in questo caso la lingua dei segni non è funzionale alla traduzione per non udenti ma è destinata all'intero pubblico. Le difficoltà di espressione incontrate da entrambe le interpreti si rispecchiano nelle difficoltà di comprensione del pubblico, udente e non, data l'assenza di riferimenti sonori o gestuali riconoscibili. L'intelligibilità del brano di partenza viene dunque sacrificata per far emergere, al di là delle differenze specifiche, l'universalità di ogni linguaggio.

   

Thende, 2014

still da video 1:20’

Thende e` un gioco di parole tra The  e  end, e vuole sottolineare, umoristicamente, il “levare le tende” di Elena Tortia dall'Accademia Albertina di Torino, avendo quest’anno concluso il ciclo di studi. La performance è svolta da due figure, l'artista e sua madre, che si guardano negli occhi e ridono fino a cercare il pianto.

Thende vuole far riflettere su cosa sia la risata, a cosa serva, cosa lasci trapelare della persona, quanto possa aiutare a porsi domande e quanto possa essere introspettiva. Bisognerebbe chiedersi se tutte le nostre risate siano veramente spontanee o forse provocate da situazioni di imbarazzo o nervosismo, oppure accattivanti, provocatorie, isteriche. Determinate quindi da situazioni differenti ma sempre pervase da prerogative spazio-relazionali molto forti. 

 
 
Premiere Classe