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Archivio mostre » Scacchi e Scacchiere 25 marzo 2017
 
 
 
 
 
DI CAVALLO IN TORRE
E DI TORRE IN CAVALLO
 
Scacchi e scacchiere
d’arte contemporanea in Italia 
 
 
 
 
 
sabato 25 marzo 2017 ore 16.30
  Giò Pomodoro, Il gioco del mondo, 1981, scacchiera acciaio inox e bronzo marino, cm 38,5x38,5
 
 
Sabato 25 marzo 2017 alle 16.30 presso la Galleria Marelia, in via Torretta a Bergamo, si terrà la presentazione di Di cavallo in torre e di torre in cavallo. Scacchi e scacchiere d’arte contemporanea in Italia, un libro realizzato da Carlo Pozzoni Fotoeditore con un testo di Roberto Borghi. Interverranno Giovanni Longo, Milly e Rodolfo Pozzi, Roberto Borghi.
 
Previa iscrizione (info@galleriamarelia.it) e gratuitamente, in questa occasione il pubblico potrà giocare con alcune delle opere pubblicate nel volume (tra le altre, Il gioco del mondo di Giò Pomodoro, realizzato nel 1981 e Gli Scacchi creati da Giovanna Bolognini nel 2005). Inoltre saranno presentati in anteprima i progetti di tre nuove scacchiere d'artista ideati da Claudio Destito, Francesco Garbelli, Marco Manzoni.
 

 

 
  Francesco De Molfetta, Re Molfetta, 2007, figurine montate sulla sommità di pezzi Staunton di legno, cm 35,5 x 35,5
Di cavallo in torre e di torre in cavallo documenta opere per la maggior parte presenti nelle collezioni di soci della Chess Collectors International – Sezione Italia.
Il testo di Roberto Borghi, intitolato Il mondo dell’arte, il gioco dell’arte, il gioco del mondo, delinea un panorama dell’immaginario scacchistico nell’arte e nella cultura italiana del secondo Novecento, che spazia da uno dei più singolari scritti di Achille Bonito Oliva (La delicata scacchiera, 1973) ai romanzi e ai saggi di Giuseppe Pontiggia. Il filo conduttore del testo sono le riflessioni di Michel Leiris sulla paradossale «sacralità disarmata di trascendenza» che caratterizza la cultura delle avanguardie. In quest’ambito l’arte tende a divenire una forma di «ritualità senz’aura, una liturgia “a salve”» dal «carattere disinteressato» simile a quella propria del gioco, di cui gli scacchi, grazie al loro retaggio millenario e alla loro alta densità simbolica, rappresentano quasi l’archetipo. La creazione artistica però ha la pretesa di «mettere in gioco il mondo» ridefinendone il significato, come ricorda uno scritto di Giò Pomodoro che accompagna la sua opera in forma di scacchiera, non a caso intitolata Il gioco del mondo.
 
Per iscriversi alle partite e per ulteriori informazioni:
  Giovanna Bolognini, Gli scacchi, 2005, ferro con inserti d’argento e rame, metallo, cm 50x50x10,2

 

 
Premiere Classe